Ph Davide Gasparetti

Talks about

Celebrant in Sardinia

L’unione Sarda
Article of Severino Sirigu

Musica e letture per l’addio.
La celebrante: “Esalto la vita nel momento della morte”.

Una cerimonia tra amici e parenti, in sottofondo le note di “Liberi Liberi” di Vasco Rossi e le poesie di Alda Merini, le fotografie piu belle che scorrono sullo schermo, i ricorsi ad alta voce per farsi forza in un momento di inevitabile sofferenza. Modi diversi per scandire il ricorso di chi se ne va dopo aver scelto, in vita, di essere salutato con un funerale laico.

L’OFFICIANTE.
Nel casa funeraria di Senorbì, unica in Sardegna, è ora possibile richiedere il rito laico, per celebrare la commemorazione del defunto nel rispetto della sua volontà. “Occuparmi di cerimonie laiche è il mio modo di condividere una cultura basata su valori ispirati al rispetto reciproco e alla libertà di coscienza, senza distinzioni basate su identità di genere, orientamento sessuale o credenze religiose”, spiega Claudia Murroni, cagliaritana, prima officiante laica nell’Isola che, dopo la laurea in Scienze politiche, ha vissuto a Londra e Barcellona respirando aria di novità culturale (anche riguardo l’elaborazione del lutto) che poi ha voluto riportare in Sardegna.

LA DECISIONE.
L’opportunità è arrivata con la chiamata di Alessandro Sanna, imprenditore di Senorbì nel campo delle onoranze funebri. “Anni fa mi è capitato di presenziare a un funerale laico, era stata una piccola cerimonia mesta durata pochi minuti: è stato un momento di sofferenza per me che ho sempre difeso e sostenuto il diritto di ognuno ad andarsene con dignità”, dice Sanna, che poi si è ispirato a una realtà diffusa nel nord Europa, dove le organizzazioni laiche e umaniste si sono attrezzate da tempo per la celebrazione di riti non religiosi. “I riti laici non escludono quelli religiosi – precisa Sanna – ci sono persone che scelgono entrambe le cerimonie, per ricordare il defunto prima che venga celebrato il funerale in chiesa”.

LA CERIMONIA.
Qui entra in scena Murroni: “Incontro amici e familiari, saranno loro a raccontarmi vita e passioni di chi ci ha lasciati”. La celebrante non è una psicologa, il suo compito non è dare conforto. “Esalto la vita nel momento della morte”, spiega. Si può scegliere il modo (musica o poesie per raccontare una storia) e si può scegliere il luogo: la cerimonia può avvenire nella casa funeraria, in un’abitazione privata, o all’aperto: in mare, in montagna.

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