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Trigesimo o Anniversario?
Un aiuto nella scelta

Articolo di Claudia Murroni

Trigesimo o Anniversario? Un aiuto nella scelta.
Significati e differenze.

Letteralmente “trigesimo” significa trentesimo e quindi è il rito funebre che si celebra il trentesimo giorno dalla scomparsa di una persona cara.

Questo rito è solitamente associato alla liturgia, ma vale anche per il “mondo” laico?

In teoria sì, in pratica è raro che ci venga richiesto questo tipo di cerimonia, ma può succedere.

In questo caso, visti i tempi estremamente ravvicinati con la cerimonia di commiato, durante la quale si è già celebrata la vita del defunto con una cerimonia ad hoc e un testo personalizzato, è necessario trovare una formula diversa e perché no, originale, che si distacchi dal primo rito.

Per esperienza, quello del trigesimo è un rito più intimo e più breve, che coinvolge meno persone, ma ugualmente molto sentito per chi lo richiede perché il dolore della perdita è ancora molto forte. Capita spesso che le energie emotive spese per la prima cerimonia di commiato, anche a livello organizzativo, lascino provati i familiari o chi se ne occupa, il trigesimo perciò dovrà essere più semplice e meno impegnativo, ma non per questo meno intenso o significativo.

E allora si può attingere dalle passioni della persona che non c’è più e scegliere un luogo speciale per creare una situazione nuova, con gesti e parole differenti rispetto alla cerimonia di commiato, ma avvolgente come un abbraccio e delicata come una carezza e quanto più privata possibile.

Come celebrante laica sono stata chiamata a “creare” questo tipo di cerimonia alcune volte.

Anche in questi il confronto con i parenti è stato fondamentale per capire le loro necessità e dar vita ad una idea quanto più vicina possibile alla personalità della persona venuta a mancare.

Mi è capitato così di leggere una poesia scelta dai familiari accompagnata dalla musica jazz dal vivo di un sassofonista in una terrazza affacciata sul mare, tutte cose che lo scomparso amava.
Oppure d’uscire in barca a vela con la famiglia e dopo la lettura di un breve testo, lanciare dei fiori in mare.

In un altro caso abbiamo lanciato delle lanterne di carta cinesi verso il mare e su ognuna piccoli gruppi di persone hanno scritto dei pensieri e dei ricordi della defunta.

Anche la scelta del luogo è sempre importante, perché svincolati dalla presenza del corpo o delle ceneri, si può decidere di organizzare questo rito praticamente ovunque e a qualsiasi orario.

Nel caso del trigesimo si tratta quindi per lo più di gesti piccoli, ma potenti, per mantenere vivo il ricordo e trovare sollievo.

La celebrazione di un anniversario, perciò ad un anno della scomparsa della persona cara, parte invece da presupposti leggermente diversi.

In questo caso il fattore tempo, sia dal punto di vista emotivo che organizzativo, permette di creare una cerimonia più strutturata e partecipata.

Anche per gli anniversari, la scelta del luogo è fondamentale ed è legata sia ai posti cari alla persona mancata sia al numero di persone che si prevede partecipino. Può avvenire indistintamente al chiuso o all’aperto.

La durata di una cerimonia di anniversario è sempre variabile e può essere più o meno lunga.

E’ sicuramente fondamentale creare un nuovo testo, ma il mio suggerimento è quello di dare la parola quanto più possibile a coloro che vogliano portare una testimonianza, con un ricordo, un aneddoto o solo un pensiero. Durante la cerimonia di commiato lo sovrastare delle emozioni impedisce spesso ai familiari e amici di parlare; durante l’anniversario invece solitamente si trova coraggio e il parlare ha un potente effetto taumaturgico. Ridere, scherzare, piangere possono diventare uno strumento forte di condivisione per mantenere il contatto, stretto il ricordo e lenire così il dolore.

E’ importante anche usare della musica per creare l’atmosfera, sia dal vivo che registrata, e possono essere anche trasmessi dei video o un collage di foto o letti dei passaggi o poesie che la persona amava.

La celebrante nella cerimonia d’anniversario diventa così anche una sorta di “regista”, coordinando gli interventi e i vari passaggi, ma senza mai perdere di vista la sua finalità principale che è quella di ricordare con parole e gesti di conforto la persona mancata.